Colonnelli e Capitani
ternani dei quali si è avuto notizia e sono stati in fazione: Tomassoni. (stralcio introduttivo)
I Tomassoni, come i loro parenti Ciancherotti, sono antiche famiglie originarie di Terni appartenenti al ceto medio, alla piccola borghesia o, come si dice al tempo, alla classe dei populari o Banderari. Come rileva la distribuzione
nazionale di questi cognomi, ancor oggi la maggior
concentrazione è riferita ad un'area socio-culturale omogenea corrispondente al
cuore dell'antico Stato della Chiesa, ovvero Marche, Umbria e Lazio. I
Tomassoni sembrano appartenere a quella piccola classe dirigente dello Stato
costituita da notai, avvocati, sindaci e procuratori. A seguito delle eroiche e
politiche gesta di Raimondo i Tomassoni ottengono il titolo di Conti e
l'insegna nobiliare così descritta: "Partito: nel primo d'azzurro alla
fascia di rosso caricata di tre gigli d'oro, accompagnata in capo da una coppa
fumante, ed in punta da un monte di verde di tre cime all'italiana reggente un
istrice al naturale". Nello stemma riprodotto: "nel secondo d'azzurro
alla fascia d'oro accompagnata in capo da tre barbe di rosso ordinate in
fascia, ed in punta da un monte di verde di tre cime all'italiana (Barbarossa)"
l'insegna dei Tomassoni risulta appaiata (partita).Il "capostipite militare" di questa famiglia è Alessandro Tomassoni, nato a Terni probabilmente intorno al 1508.
Svolge la sua carriera militare iniziando dal gradino più
basso fino a divenire Generale dell'esercito pontificio ed apprezzato ingegnere
militare. Muore nel 1555 alla Madonna della Quercia per le ferite riportate
nella grandiosa battaglia di Porto Ercole del 10 giugno 1555. Esordisce agli
ordini di Gentil Virginio Orsini, Conte dell'Anguillara, scorrendo tutte le
coste del Mediterraneo per combattere i Turchi, passa poi nell'esercito
pontificio per condurre, come figura di primo piano, la guerra del sale prima a
Perugia poi a Paliano: sempre a Perugia collabora con il San Gallo alla
costruzione della Rocca Paolina; pone l'assedio alla città di Mirandola e la
espugna; partecipa, infine, alla difesa della Repubblica di Siena dove trova la
morte.
2 commenti:
Quando l'ho vista me so piegato...non potevo non condividerla!!
Ora ci manca solo Wikipedia
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